YOUKOSO!  。。。 ようこそ! 。。。 BENVENUTO!

Se ti senti come attratto e affascinato da una lingua tanto distante quanto intrigante come quella del Paese del Sol Levante,
se è semplice curiosità come anche vivo interesse il tuo ad averti portato qui, se vuoi avviarti allo studio da autodidatta
della lingua Giapponese e se sei alla ricerca di un modo razionale, efficiente (nonché totalmente gratuito :3) per farlo...
bè, gentile visitatore, gli amministratori Luly e Lore ti danno il benvenuto in:

日本語の授業 - Nihongo No Jugyou
Lezioni di Giapponese

blog interamente dedicato, agli aspetti principali (fonetico, morfologico, sintattico, lessicale e stilistico) di una delle lingue
più complesse, affascinanti e al contempo divertenti del pianeta! Ti auguriamo una buona permanenza :)

NB: Abbiamo per comodità deciso di suddividere le lezioni nelle diverse sezioni grammaticali sopracitate, consigliamo
tuttavia a chi volesse seguire il corso completo di attenersi all'ordine numerico e di pubblicazione delle suddette ^-^

domenica 1 settembre 2013

Lezione 13

 Particelle agglutinanti di complemento


Nelle lingue occidentali, come ad esempio nell'italiano, esistono determinate particelle (articoli, preposizioni, congiunzioni ecc) che, poste all'interno di una frase, ne distinguono i vari elementi (soggetto, complementi, e proposizioni). Nella lingua giapponese questo tipo particelle non esiste, in compenso troviamo di altre dette "agglutinanti" che identificano i diversi complementi e proposizioni. Si chiamano "agglutinanti" in quanto, come tutti i suffissi presenti nella lingua giapponese, inserendosi non vanno mai a modificare la parola a cui si legano. Altra differenza è che mentre le particelle italiane vengono poste prima dei sostantivi cui si riferiscono, quelle

lunedì 26 agosto 2013

Lezione 12

 Struttura della frase giapponese


Parallelamente allo studio che stiamo portando avanti del giapponese da un punto di vista morfologico/lessicale, iniziamo ora ad esaminare la lingua da un punto di vista sintattico in modo tale da avvicinarci sempre più al punto di poter cominciare a mettere insieme gli elementi studiati e andare a formare le prime frasi di senso compiuto.
Il giapponese viene generalmente classificato come una lingua SOV (Soggetto - Oggetto - Verbo) nella quale appunto, a differenza dell'italiano, soggetto e oggetto precedono il verbo, sempre posizionato a fine frase. Soggetto e oggetto costituiscono i complementi

venerdì 23 agosto 2013

Lezione 11

 Espressioni base


はい => HAI = SI'

いいえ => IIE = NO

Lezione 10

 Suffissi onorifici


Come già accennato in precedenza, assai comune nella lingua giapponese è l'aggiunta di alcuni suffissi detti "onorifici" a nomi propri, la cui funzione è quella di rimarcare il grado di confidenza che esiste tra il parlante e la persona a cui questo si riferisce. Si è anche precisato che tanto abituale risulta l'uso di questi da essere spesso preferibile utilizzarli persino al posto dei semplici pronomi, purché ovviamente di seconda o terza persona e mai di prima. I principali e più comuni suffissi che andremo ad esaminare sono -san, -kun, -chan, -sama, -dono, -sensei, -sempai.

mercoledì 21 agosto 2013

Lezione 9

 Pronomi personali


Diversamente dall'italiano in cui ad ogni persona corrispondono due soli pronomi personali (uno singolare e uno plurale), la lingua giapponese presenta una varietà di voci più ampia, risentendo di quelle sfumature contestuali ed onorifiche evidenziate nella lezione precedente. Non esistono inoltre distinzioni tra pronomi personali soggetto e pronomi personali complemento (i pronomi "io" e "me", ad esempio, saranno tradotti alla stessa maniera), mentre presentano questi, a differenza dei sostantivi, distinzioni secondo genere e numero: si noti difatti l'applicazione concreta delle regole esaminate nella lezione 6 circa la formazione dei plurali.

martedì 20 agosto 2013

Lezione 8

 Linguaggio onorifico


Il concetto di distinzione tra linguaggio formale (o cortese) e informale (piano), quasi assente nelle lingue occidentali, è invece argomento base del giapponese, tanto da rappresentare una delle difficoltà maggiori per coloro i quali non presentano ancora completa dimestichezza con la lingua. Il livello di familiarità che si ha con gli interlocutori, la formalità del contesto in cui ci si trova e tanti altri sono i punti che bisogna aver ben presenti al fine di esprimersi nella maniera più corretta e consona alla situazione: se dunque nelle lingue occidentali determinati accorgimenti (come ad esempio dare del "lei" in italiano) non sono altro che rari e semplici abbellimenti

lunedì 12 agosto 2013

Lezione 7

 Tastiera giapponese: impostazione e utilizzo


Chi di noi non si è mai posto in vita sua la domanda di come facciano i giapponesi o, in generale, gli orientali a scrivere al pc? La realtà è che le tastiere giapponesi si differenziano da quelle occidentali per la presenza sui tasti, oltre che dei caratteri ordinali, anche di quelli appartenenti agli alfabeti kana tramite i quali è poi possibile comporre parole da cui ottenere automaticamente i corrispettivi kanji. Digitando dunque la parola "ie" "casa" (いえ) in hiragana risulterà visualizzabile, una volta premuta la barra spaziatrice, il kanji ad essa corrispondente ().